L’iniziativa degli inquilini è controproduttiva e anacronistica

09.01.2020

Il 9 febbraio 2020 la Svizzera si pronuncerà sull'iniziativa dell'associazione degli inquilini. In occasione di una conferenza stampa, i membri del Comitato per il NO di PBD, PPD, PLR, PVL e UDC hanno presentato le loro ragioni contro l'iniziativa popolare. Gli effetti negativi superano di gran lunga i benefici, e sia in termini di situazione del mercato immobiliare locativo, sia dal punto di vista ecologico, questi interventi estremi e non mirati appaiono del tutto anacronistici.

La Consigliera agli Stati turgoviese PPD Brigitte Häberli ha evidenziato, riduzione della percentuale degli sfitti e cifre dell'Ufficio federale delle abitazioni alla mano, come il mercato immobiliare locativo sia notevolmente migliorato in gran parte della Svizzera dal lancio dell'iniziativa popolare, quasi cinque anni fa. «L'economia pianificata a livello nazionale che l'iniziativa implicherebbe non si adatta in alcun modo alla situazione attuale del mercato immobiliare locativo», ha spiegato. Non sussiste alcun motivo per degli interventi nel mercato proposti a livello federale: «Semmai, sarebbero i Cantoni e i Comuni ad essere chiamati ad adottare misure correttive laddove ve ne sia ancora bisogno, nella piena consapevolezza della situazione locale», ha affermato la consigliera, ricordando il principio del federalismo.

Una quota controproduttiva con gravi effetti collaterali
Regine Sauter, Consigliera nazionale del PLR per il Canton Zurigo, ha analizzato uno degli interventi estremi nel mercato proposto dall'iniziativa popolare: la quota del 10% a livello nazionale per le nuove abitazioni di utilità pubblica. Questa quota non solo è sproporzionata, ma anche controproducente. La quota non si distribuirebbe tra le regioni e i comuni in base alla domanda, bensì verrebbe applicata in tutto il paese. Nelle zone ad alta percentuale di sfitto, costringerebbe dunque Comuni e Cantoni, ed eventualmente anche la Confederazione, a costruire loro stessi tali abitazioni nell'ambito di una statalizzazione del mercato immobiliare. «Questa economia pianificata minaccia di causare notevoli costi aggiuntivi per il settore pubblico nelle aree con abitazioni vuote», ha concluso, mettendo l’accento su uno dei maggiori effetti collaterali dell'iniziativa.

Inoltre, la nuova burocrazia porterebbe ad una minore iniziativa privata nell’edilizia, ciò che risulterebbe in affitti più alti sul mercato immobiliare privato. «Solo una piccola minoranza privilegiata –- i residenti nel 10% delle case di nuova costruzione – beneficerebbe di un appartamento sovvenzionato dallo Stato. Il resto degli inquilini paga invece il conto», ha affermato Regine Sauter, riassumendo il bilancio complessivo negativo della quota.

Socialmente inefficiente, ecologicamente dannosa
Il Consigliere nazionale lucernese PVL Roland Fischer ha affrontato altri due problemi dell'iniziativa. Da un lato, le statistiche mostrano che un quarto degli inquilini delle cooperative appartiene al 40% più ricco della popolazione, e che solo un quarto di essi rientra nel 20% meno abbiente, ossia coloro che avrebbero più bisogno di un appartamento sovvenzionato. «Siccome questa iniziativa costa più di 120 milioni di franchi all'anno, come prevede il Consiglio federale, è legittimo chiedersi se sia giusto poter stanziare sovvenzioni così cospicue in modo così poco mirato», ha dichiarato il parlamentare, mettendo in dubbio la proposta di un'espansione eccessiva dell'edilizia abitativa di utilità pubblica. Sarebbe molto più efficiente sostenere le famiglie in difficoltà attraverso pagamenti diretti.

L'iniziativa è inoltre anche completamente assurda dal punto di vista ecologico: il testo dell'iniziativa prevede che gli affitti non possano aumentare dopo una ristrutturazione energetica sovvenzionata. Se lo scopo è quello di evitare che il proprietario di immobili venga pagato “due volte” per il risanamento energetico, una volta dall’inquilino e l’altra dallo Stato, allora questa pretesa è superflua e già regolata a livello di ordinanza. Tuttavia, il testo dell'iniziativa va ben oltre: chiede piuttosto che le ristrutturazioni a risparmio energetico non comportino un aumento dei costi. Poiché un risanamento energetico costa più dei sussidi concessi, questa disposizione è dannosa per il clima: in singoli casi, significa che viene effettuata una ristrutturazione meno energetica - a scapito dell'ambiente - oppure che il proprietario rinuncia ai sussidi e trasferisce interamente i costi di ristrutturazione agli inquilini. «Nel 2020 non possiamo accettare una nuova norma costituzionale che preveda una ristrutturazione meno efficiente dal punto di vista energetico», ha dichiarato senza mezzi termini Roland Fischer.

Il controprogetto indiretto come via maestra
Lorenz Hess, Consigliere nazionale PBD del Canton Berna, ha sottolineato i vantaggi del controprogetto indiretto. Il Fonds de Roulement, dotato di fondi federali, è uno strumento collaudato per rafforzare i promotori della costruzione di abitazioni di utilità pubblica. Aumentando il fondo di 250 milioni, il controprogetto indiretto consentirebbe la promozione da 1.600 unità abitative, fino a 1.900 unità abitative a pigione moderata. Il fatto che la controproposta entrerà in vigore solo se l'iniziativa verrà respinta è stato sottolineato da Lorenz Hess come un ulteriore argomento contro l'iniziativa: «Un sì il 9 febbraio impedirà che la costruzione di abitazioni di utilità pubblica riceva 25 milioni di franchi all'anno per un decennio in modo collaudato, pragmatico e sostenibile. Invece, siamo minacciati da infinite discussioni su come implementare la quota, combinate con investimenti sbagliati nella costruzione di abitazioni dove non c’è bisogno.»

Bilancio: preservare l'interazione tra i committenti di immobili
Nel suo bilancio, il Consigliere nazionale friburghese UDC Pierre-André Page ha sottolineato la minaccia di una continua incertezza. «Nessuno sa come verrebbe attuata la quota del 10%», ha affermato. «L'adozione dell'iniziativa porterebbe a un lungo periodo di incertezza, di cui soffrirebbero in particolare il settore delle costruzioni e i suoi impiegati». La diversità esistente nel mercato immobiliare tra proprietari privati, proprietari istituzionali, cooperative edilizie, offerte pubbliche e altri attori deve essere preservata. Il ruolo delle cooperative edilizie è essenziale, ma non sono le uniche in grado di fornire un alloggio di qualità che soddisfi le esigenze della classe meno abbiente.

Presentazione della conferenza stampa 09.01.2020 (in tedesco)

Presentazione della conferenza stampa 09.01.2020 (in francese)

Testo del discorso (in tedesco e francese)

 

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